Sabato 22 febbraio alle 18.30 “La voce nel tempo / La voce nei luoghi”, dialogo tra Claudia Durastanti e Viola Lo Moro.

Sabato 22 febbraio alle 18.30 “La voce nel tempo / La voce nei luoghi”, dialogo tra Claudia Durastanti e Viola Lo Moro.

Sabato 22 febbraio alle 18.30 alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti si terrà l’incontro “La voce nel tempo / La voce nei luoghi”, dialogo tra Claudia Durastanti e Viola Lo Moro. L’evento fa parte della rassegna “Dialoghi a più voci”, inserita nella stagione Voce di Spazio Kor.

A partire dal libro “Missitalia” (La nave di Teseo) di Claudia Durastanti (nella foto), il dialogo si concentrerà sulla possibilità che esiste nella scrittura di raccontare le temporalità delle vite e della Storia, di come i luoghi possono esistere e resistere nelle storture del tempo, del progresso, nei lutti e nelle molte volte in cui viene pronunciata la parola fine. Dalla Basilicata alla luna, dal passato al futuro, la letteratura esiste nelle feritoie delle vite e dei tempi.

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice dall’inglese. Il suo romanzo d’esordio Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010, nuova edizione La nave di Teseo 2020) ha vinto il premio Mondello Giovani. Ha pubblicato A Chloe, per le ragioni sbagliate (2013), Cleopatra va in prigione (2016) e La straniera (La nave di Teseo 2019), finalista al premio Strega, tradotto in più di 25 paesi e tra i migliori libri del 2022 per il “New Yorker”. Ha una rubrica di musica su “Internazionale”. Cura i libri della Tartaruga. 

Spiega Lo Moro: “Voce è un prodotto fisico/fisiologico di interazioni tra cavità, risonanze, strutture fibrose. La voce è una generazione che può venire dall’umano, dal mondo animale, vegetale, dalle macchine. Voce è anche una allegoria di potere, e la sua assenza è sintomatica di una perdita di agency. Essere senza voce può essere un segnale di assenso silenzioso, ma anche di protesta, così come di sottomissione o di una incredibile forza. La voce nella letteratura corrisponde alla possibilità o no che una storia (vera o inventata che sia) diventi credibile per chi la legge. Trovare la voce è l’unico modo per fare di un atto meccanico, un atto artistico. Incrociare e assimilare in sé voci di altre e altri, diventare un’altra voce, genera l’esperienza nuova e imprevista della polifonia, dell’interpretazione, della ventriloquia, dell’essere uno e più in un solo corpo”.

I Dialoghi sono a ingresso libero e fanno parte del progetto di rete vincitore del bando “Giovani in biblioteca”, promosso dal Dipartimento Politiche Giovanili – Presidenza del Consiglio dei Ministri, realizzato dalla collaborazione tra ISRAT, Biblioteca Astense Giorgio Faletti, Associazione CRAFT ETS, Casa del Teatro 3 – L’Arcoscenico, Vedogiovane Asti, Fondazione Giovanni Goria.

Maggiori dettagli su www.spaziokor.it

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