Arlan, Oggero,Verna e Nash-Marshall ieri a Passepartout

Arlan, Oggero,Verna e Nash-Marshall ieri a Passepartout

Esiste un canone di scrittura maschile ed uno femminile? Perché le scrittrici italiane del periodo che va dal 400 all’800 non sono conosciute? Perché in un gineceo si possono cambiare più discorsi tenendo i fili di tutti e se c’è un uomo non è più possibile? Alto il livello tenuto dalle intellettuali al tavolo di Passepartout ieri sera alla presenza di un numeroso pubblico talmente attento da meritare un elogio finale da parte della Verna, moderatrice dell’incontro. Se filosofa teoretica Siobhan Nash-Marshall, docente di filosofia del cristianesimo presso il Manhattanville College di New York, intervenuta nel dibattito, spiega che non è importante come si rivolge il pensiero, ma come si pone la domanda, ecco, allora possiamo affermare senza dubbio che L’ora di pietra è stato un incontro formativo. Così abbiamo scoperto una vera e propria galassia sommersa di scrittrici “dimenticate” ante 800 che ora sono solo pubblicate negli Stati Uniti, vittime di un accademismo maschilista tutto italiano, che in Armenia (la Asrlan è armena) la donna è la depositaria di cultura, tanto che nessuna bambina all’inizio del 900 era analfabeta in Anatolia e che le scritture femminili più interessanti in questo momento, secondo le intervenute, sono le iraniane e le magrebine. Ci si sofferma sugli ultimi prodotti editoriali delle ospiti. Margherita Oggero racconta della sua voglia di scrivere la storia di un’adolescente ambientata al Sud, perché sottolinea “normalmente io narro spesso della mia città, di Torino”, così nasce il volume L’ora di pietra. Antonia Arslan racconta di Ishtar 2, un libro che narra del suo risveglio dal coma farmacologico cui era stata costretta per una brutta calcolosi. Strappa le risate del pubblico quando racconta l’origine del titolo: quando era in ospedale sentiva spesso che dovevano portarla a Ishtar 2, il che l’aveva illusa che gli operatori sanitari di Padova fossero anche coltissimi storici e inspiegabilmente amanti dei Babilonesi. Invece era in gergo l’abbreviazione di Istituto di Anestesia e Rianimazione. Ma le era piaciuto così tanto da volerlo come titolo del suo volume edito da Rizzoli. Marina Verna verso la fine del’incontro lancia una provocazione partendo dalla considerazione che ci sono poche donne in parlamento e che gli abitanti in Italia sono più donne che uomini, dunque come mai le donne non votano le altre donne??

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