Domenica 20 febbraio Farhad Bitani e Domenico Quirico a Passepartout en hiver

Domenica 20 febbraio Farhad Bitani e Domenico Quirico a Passepartout en hiver

Nuovo appuntamento con Passepartout en hiver – Conversazioni d’inverno, il ciclo di incontri promossi dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti e dalla CNA di Asti, che si terrà fino al 20 marzo tutte le domeniche pomeriggio in biblioteca.

Domenica 20 febbraio alle 17 Domenico Quirico e Farhad Bitani presenteranno il libro “Addio Kabul” (Neri Pozza Editore 2021).

Nell’agosto del 2021 l’esercito degli Stati Uniti ha lasciato definitivamente Kabul dopo aver combattuto una lunghissima e sanguinosa guerra. Ora che la sconfitta è venuta, è il momento di ammetterlo: l’America, l’Occidente, sono rimasti vent’anni in Afghanistan, vi hanno condotto una guerra, scelto e gettato via alleati e governanti, distribuito denaro (150 miliardi dollari l’anno) e ucciso migliaia di persone sulla base di un’antropologia immaginaria, tutta agghindata di mediocri astuzie: una favola che dava una forma confortante ai nostri desideri poiché, al di là del folclore e della storia, non ci siamo mai veramente occupati di chi siano gli afghani; non erano infatti i loro guai la ragione per cui eravamo andati in Afghanistan. Oggi, dopo vent’anni di questa fiaba sanguinaria, ancora non sappiamo chi sono davvero i talebani che ci hanno cacciati via, sono rimasti qualcosa di inaccessibile e di oscuro: quali classi sociali rappresentano? Dove reclutano martiri e guerrieri infiniti? Perché, e in che modo, ridotti a turbe di fuggiaschi sconfitti del 2002, sono diventati la bufera che a passi di lupo ha conquistato il paese? Da questa domanda nasce il presente libro, che è un dialogo notturno tra un ex capitano dell’esercito afghano e un giornalista occidentale, ed è fatto di semplice discorrere e narrare come in un accampamento attorno al fuoco, mentre la notte incombe.

Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori (AduaSquadrone biancoGenerali e Naja) e Primavera araba per Bollati Boringheri. Presso Neri Pozza ha pubblicato Gli Ultimi. La magnifica storia dei vinti e Il paese del male.

Farhad Bitani (Kabul, 1986) è uno scrittore e educatore afghano, ultimo figlio di un generale di Corpo d’Armata afghano, che ha servito come ufficiale nell’Esercito afghano durante la missione ISAF. Nel 2012 si è congedato dall’Esercito per dedicarsi alla promozione della pace e del dialogo interreligioso e interculturale. È uno dei fondatori del GAF Global Afghan Forum. La sua autobiografia L’ultimo lenzuolo bianco è edita da Neri Pozza (2020). Vive a Torino

Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, in ottemperanza alle normative in corso, con Green Pass rafforzato e mascherina FFP2 trattandosi di un incontro (per la frequentazione ordinaria della biblioteca negli altri giorni è sufficiente la mascherina chirurgica).

Come nelle scorse edizioni, a ogni evento i pittori della CNA Artisti, coordinati da Marisa Garramone, offriranno l’interpretazione grafica del tema proposto, illustrando le proprie opere prima di ogni incontro. Due i pittori ospiti di questa settimana: Viviana Gonella, astigiana, ha iniziato la sua carriera artistica negli anni ’70. Dopo un periodo dedicato al figurativo e al mondo femminile, negli ultimi anni ha dedicato attenzione al paesaggio, utilizzando lastre tipografiche e stracci imbevuti di colori. Presenta un’opera ispirata al libro Addio Kabul che con un collage di foto e pagine di giornali vuole descrivere l’orrore e la violenza che sta vivendo l’Afghanistan dopo la ritirata degli americani; Massimo Rizzieri Paganini, da sempre appassionato d’arte, inizia a dipingere giovanissimo. Al liceo artistico, frequentato ad Asti, incontra il pittore astigiano Silvio Ciuccetti che diventa il suo primo e unico maestro. La sua pittura figurativa ricorda il realismo fotografico, ispirandosi principalmente ai classici (Carracci- Mantegna) e ai grandi contemporanei (Freud – Bacon). Tra le principali personali si ricordano Flesh nel 2011 a Palazzo Ottolenghi e Body mind and soul nel 2018 al Castello di Costigliole. Presenta a Passepartout quattro formelle sempre ispirate al libro di Bitani e Quirico.

Questi i prossimi appuntamenti di Passepartout en hiver, sempre alle 17:

27 febbraio Pietro Giovannini “Impossible Langhe: romanzo turistico”

6 marzo Maura Maffei “Quel che abisso tace: romanzo storico”

13 marzo Carlo Pertusati “50 piccole storie di chiese divise in cerca di unità”

20 marzo Laura Nosenzo “Io c’ero: 51 storie dal fascismo alla Liberazione”

 

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