Italiani in Cina ieri e oggi

Italiani in Cina ieri e oggi

Cassa di Risparmio di Asti Sala Convegni – piazza Libertà 23 E’ previsto lunedì 20 novembre 2006 il secondo appuntamento del ciclo di incontri dal titolo “CINA: conoscere, comprendere, competere”, iniziativa promossa dalla Biblioteca Astense e dalla Fondazione Giovanni Goria che parte da un approccio squisitamente culturale per dare vita a una disamina, a diversi livelli di approfondimento, delle relazioni economiche tra Italia e Cina oggi e in futuro; nella piena consapevolezza che lo spostamento verso est dei principali assi del commercio mondiale può rappresentare per il Nord Ovest e conseguentemente per Asti una opportunità di sviluppo. Stimolo dell’incontro sarà soprattutto il libro dedi Michela Fontana Matteo Ricci. Un gesuita alla corte dei Ming (Mondadori, 2005), un successo editoriale e culturale nel panorama italiano, che non è possibile non considerare uno dei punti fermi quando si parla oggi di Cina, chiunque sia l’interlocutore (basti pensare che a Roma la presentazione del volume è stata fatta dall’On.Giulio Andreotti ). Ma chi era Matteo Ricci? Un gesuita maceratese, celebrato ancora oggi in tutta la Cina come simbolo dell’incontro fra due civiltà millenarie, fu il primo europeo a risiedere stabilmente, dal 1582 al 1610, nel “Paese di Mezzo” (il nome con cui i cinesi chiamavano e chiamano la loro patria), all’epoca dominato dalla dinastia Ming. Dotato di grande carisma personale, di una memoria prodigiosa e di un non comune talento per le relazioni sociali, il missionario vantava anche un’approfondita conoscenza della Matematica, dell’Astronomia e della Geografia. “ Nei collegi gesuiti, parte integrante della preparazione filosofica era lo studio della filosofia naturale, ovvero delle materie scientifiche e in particolare della matematica …[Quest’ultima] godeva di grande considerazione al Collegio Romano. A convincere i colleghi a inserire aritmetica, algebra e geometria nei programmi di studio dell’Università gesuita era stato soprattutto il tedesco Christoph Klau (1537-1612), noto con il nome umanistico di Christophorus Clavius, italianizzato in Cristoforo Clavio, astronomo e matematico di riconosciuto valore, professore al Collegio Romano dal 1563. Fu uno tra i docenti che maggiormente influenzarono la formazione del giovane Ricci. Clavio era ritenuto l’Euclide del XVI secolo, una fama che si era guadagnato dopo la pubblicazione, nel 1574, di una traduzione commentata dal greco degli Elementi d’Euclide – il famoso testo d’aritmetica e geometria del III secolo a.C. -, considerata una versione tra le più complete realizzate nel Rinascimento.”. Matteo Ricci, nella convinzione che l’interesse per la cultura occidentale potesse agevolare la conversione al cattolicesimo degli intellettuali, intraprese in Cina un’infaticabile attività di divulgazione scientifica. Tradusse in mandarino – con l’ausilio di validi collaboratori cinesi – trattati d’Astronomia e alcuni libri degli Elementi di Euclide, che consentivano uno studio di alcune parti significative della Matematica, disciplina equiparata ad una scala necessaria per raggiungere le vette della conoscenza. “La Matematica – scriveva Ricci – permette di penetrare i misteri del cosmo, di misurare lo spessore delle sfere celesti, di disegnare carte geografiche, di predire il corso delle stagioni e di realizzare il calendario”. Scrisse egli stesso opere d’argomento morale e religioso e, soprattutto, disegnò i suoi celeberrimi mappamondi, grazie ai quali i cinesi poterono conoscere l’esatta configurazione dei territori che si estendevano al di là dell’ “Impero Celeste”. Oltre alla Cina, è proprio la matematica e la divulgazione scientifica che lega l’autrice a questo italiano straordinario. Michela Fontana giornalista e scrittrice milanese, è infatti laureata in matematica, ha svolto attività didattica presso l’Università degli Studi di Milano, e si è dedicata al giornalismo e alla divulgazione scientifica collaborando per oltre un decennio con alcuni dei più importanti quotidiani e periodici. Per quattro anni ha ricoperto l’incarico di Addetto Scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Ottawa, Canada. E’ autrice di Percorsi calcolati, (Le Mani 1996 ) che ha vinto nel 1998 il Pirelli International Award. Dal 1999 al 2002 ha vissuto a Pechino dove ha lavorato alla stesura di Matteo Ricci. Un gesuita alla corte dei Ming ( Mondadori, 2005), ristampato dopo tre mesi dalla pubblicazione. Una buona opportunità di conoscere un grande intellettuale che rese possibile un avvicinamento apparentemente impossibile, come scrive il professore e scrittore Piergiorgio Odifreddi a proposito dell’operato di Matteo Ricci, nonostante le reciproche difficoltà di comprensione, la porta di comunicazione delle scienze e delle religioni europee e cinesi si era comunque ormai aperta. Il ciclo di incontri, che si concluderà con l’appuntamento del 27 novembre dal titolo “Conoscersi per capirsi. Fare business in Cina” testimonianze di Alessandro Arduino e Cristina Bombelli, vorrebbe rappresentare uno stimolo in vista di successivi approfondimenti con partner specificamente vocati quali Camere di Commercio, Università e attori economici del territorio, ha ottenuto il patrocinio dell’Associazione Italia Cina. L’entrata è libera e tutti sono invitati


Introduce Michela Fontana: ha svolto attività didattica presso l’Università degli Studi di Milano e si è dedicata al giornalismo e alla divulgazione scientifica collaborando con alcuni dei più importanti quotidiani e periodici. Ha pubblicato Matteo Ricci. Un gesuita alla corte dei Ming (Mondadori, 2005). Interviene Anna Castellano: Assessore Promozione Internazionale Comune di Genova Modera Carlo Cerrato, giornalista

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