Laura Novati presenta Kelippòt – Poesie di Laura Voghera Luzzatto

Laura Novati presenta Kelippòt – Poesie di Laura Voghera Luzzatto

Mercoledì 9 novembre 2005, alle ore 21 presso la Biblioteca Astense (Corso Alfieri 375, angolo Via Goltieri) Laura Novati, presenta Kelippòt Poesie di Laura Voghera Luzzatto (Giuntina, 2005). Sarà presente l’Autrice.

Kelippòt (ed è anche il titolo del primo gruppo di liriche) sono le scorze, le bucce che nel linguaggio della mistica ebraica simboleggiano il male che assai spesso nel mondo nasconde la scintilla di bene, sono però anche ciò che serve” a respirar ricordi”, sono ciò che resta, che si può abbandonare o si è già abbandonato, ma ugualmente continua a conservare il profumo di cose vissute, di sapori e odori che appartengono alla memoria. La raccolta si apre con una poesia in veneziano A fil de vose, significativo, insieme alla scelta del titolo, dell’esigenza dell’autrice di dichiarare subito che la propria voce può trovare il suo timbro o l’espressione più congeniale non solo nell’ italiano di lenta e quieta cadenza veneta, ma anche nelle altre due lingue che le appartengono, che riportano l’una al sostrato familiare e domestico – il dialetto parlato dalla nonna – l’altra – l’ebraico – ad un lungo e assiduo impegno culturale e di vita. L’importante è che ciò che si dice sia sempre, appunto, a fil de vose : un parlare sommesso, intessuto di dolcezza e di malinconia, ma di una malinconia anche grata per ciò che la vita ha potuto donare. Forti i temi trattati “guardati” e “nominati”: la natura, la morte, la pace…. Scrive Andrea Zanzotto che firma il retrocopertina del libro : Questa raccolta di Laura Voghera Luzzatto è scaturita in tempi abbastanza brevi sotto il segno della memoria, snodandosi in forma diaristica, anche se con intermittenze. L’autrice attinge a numerosi motivi, tutti necessari nel rispecchiare una situazione etnica e culturale che accoglie nelle sue modalità più profonde sia la complessità ebraica sia una realtà di vissuto profondamente legata all’ambiente italiano e veneto, al punto che appaiono veri e ben riusciti componimenti in dialetto. Sullo sfondo di un’attualità tremenda come quella delle guerre arabo-israeliane, insiste l’ombra della barbarie della shoah, che però risulta mediata dentro il ricordo innocente di racconti d’infanzia. Tutte le contraddizioni e le angosce del passato e del presente culminano precise e sconvolgenti in parecchi componimenti in cui sembra messa in discussione la stessa natura umana. Non mancano peraltro numerosi momenti di occasione poetica più lieve e aperta a ricevere la tregua di una quotidianità serena, scandita da viaggi in cui i paesaggi e i colori si manifestano con forza consolante, ricongiungendosi all’esperienza e insieme alla consapevolezza dei valori dell’arte, anche nel riferimento a certi autori “familiari”, da Fragiacomo e Tiepolo, ai non meno amati Corot e Magritte. L’autrice sente profondamente i valori della vita, che apprezza nelle sue manifestazioni semplici o sublimi, ma il cerchio tende a chiudersi quasi ossessivamente nella realtà di un conflitto che pare protrarsi senza fine e che l’ha colpita direttamente attraverso la morte del fratello. L’irreparabile è avvenuto ma è pur sempre vero che per Laura resiste il supremo dovere di dire di sì alla vita anche per i morti. Presenta il volume la critica letteraria, traduttrice e giornalista Laura Novati, che ha a lungo vissuto ad Asti compiendo gli studi nella nostra città. Prenderà parte anche Paolo De Benedetti. L’ingresso è libero e tutti sono invitati.

Condividi questa pagina su
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.