Passepartout 2011: prima giornata

Passepartout 2011: prima giornata

E’ partito nei migliori dei modi il festival Passepartout con un ampio messaggio da parte del ministro Mara Carfagna (ricordiamo che la kermesse culturale si fregia del Patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità). Astigiane sul palco a parlare, pubblico attento e il tempo atmosferico che è stato, almeno in parte, clemente, permettendo di apprezzare il cortile del Palazzo del Collegio nella scenografia raffigurante grandi ritratti di donne, frutto di uno stage che ha visto coinvolti un gruppo di allievi dell’Accademia Albertina di Torino . A parlare del volume : Il doppio margine: Donne tra esclusione e cambiamento sono state Natascia Curto, Giulia Fassio, Arianna Santero, Valentina Porcellana, Lia Zola con la presenza dell’antropologo Gian Bravo E’ seguito alle ore 21.00 L’anello forte: storie di vita e di lavoro di donne astigiane 1860-1960 un evento del festival in collaborazione con l’ISRAT. Non si è trattato di una lettura di testi, ne’ di uno spettacolo teatrale in senso canonico; ma l’invenzione di un nuovo genere ed un nuovo nome per indicarlo; si è trattato di una prima di un “radiodramma acustico dal vivo”. Spiega Franco Rabino che ne ha curato la drammaturgia: ‘Oltre ad inserti registrati (tra cui anche AMOR DAMMI QUEL FAZZOLETTINO nella memorabile e magistrale interpretazione di Gigliola Cinguetti) la lettura/recitata dei testi è stata accompagnata da un tappeto sonoro/percussivo che si è amalgamato con le atmosfere e con gli ambienti evocati dai testi stessi. Ad eseguire tale titanica prova il mitico Rocco Caliendo, batterista, percussionista e jam-session-men con spiccate attitudini sperimentali. Ma non e’ finita qui; oltre a semplici elementi percussivi di batteria (piatti, rullante ecc.) sono stati impiegati strumenti poveri appositamente autocostruiti quali: biglie di vetro che si rincorrono e si scontrano su un disco di cellophane amplificato, dischi da friggitrice industriale di varie dimensioni e differenti tonalità utilizzati a mo’ di gong, testata di motore a scoppio suonata con un archetto da violino, bidoncino vuoto di plastica bucato su di un lato in cui si soffia aria con un cannello di gomma, tamburo di batteria semiammutolito che sarà suonato girandogli intorno in tondo. Infine, durante le canzoni registrate, Simona Codrino ha eseguito delle azioni sceniche evocative dei testi delle canzoni stesse. Nella parte finale è arrivato quel temporale che era rimasto in attesa per ore. Il pubblico che aveva riempito tutto il cortile ha resistito alla prima pioggia sottile, poi è sbocciata una “fungata” di ombrelli ed alcuni si sono rifugiati negli spazi al coperto. Sentiti gli applausi agli autori ed agli artisti che hanno continuato sotto la pioggia in una interessante e coinvolgente performance. Entusiasta il percussionista di aver suonato al ritmo della pioggia. I testi sono tutte testimonianze, dirette ed indirette, delle vite di donne astigiane in vari periodi storici : – Filandere ( donne che lavoravano alla filatura della seta) – Lavandaie del Tanaro (lettura tratta dal Libro di Laura Nosenzo e Laura Calosso “TANARO il fiume amico-nemico” (Daniela Piazza Editore) – Donna che ha i figli presi prigionieri dagli austriaci dopo Caporetto – Olga Marchisio , gli scioperi del ’43 e la resistenza in fabbrica – Marisa Ombra, donna che diventa staffetta partigiana – Due testimonianze di donne calabresi che alla fine degli anni ’60 si sposano, attraverso intermediari, con contadini della Langa. Le responsabilita’ dello spettacolo sono state cosi’ suddivise: Mario Renosio e Nicoletta Fasano: ricerche storiche e voci fuori campo, Simona Codrino: attrice narrante e azioni sceniche, Rocco Caliendo: percussioni, invenzioni sonore, costruzione degli strumenti poveri, Marcello Manzo: fonica e luci , Franco Rabino: drammaturgia

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