Qualunque cosa succeda

Qualunque cosa succeda

Qualunque cosa succeda (ed. Sironi 2009), il libro di Umberto Ambrosoli, sarà presentato giovedì 4 marzo alle 18 all’Auditorium del Palazzo del Collegio alla presenza dell’autore. Introduce Luigi Florio, conduce Fulvio Gianaria, conclude Ottavio Coffano. L’evento è organizzato da Biblioteca Astense e Associazione Europa 2000 con il patrocinio di Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Asti, Fondazione Avv. Giovanni Battista Torta e Associazione Amici del Premio Asti d’Appello. Il libro tratta la storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo. Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo». Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale. “Ogni pagina di questo libro trasmette al lettore una emozione profonda..” così inizia la toccante prefazione del libro firmata da Carlo Azeglio Ciampi”…. “I trent’anni trascorsi da quelle giornate non hanno appannato la memoria dei sentimenti con cui, in Banca d’Italia, affrontammo una tragedia che toccava nel profondo gli uomini che in quel momento la guidavano.” Ciampi nelle sue pagine cita addirittura il verbale della riunione alla Banca d’Italia che seguì l’omicidio per poi concludere “L’Autore, seguendo le orme paterne, esercita l’attività forense; come suo padre è un avvocato apprezzato e stimato per serietà e competenza, per la profonda moralità che ne ispira e guida l’esercizio della professione. Il libro che viene ora licenziato è un atto d’amore per il Padre,un attestato di incondizionata ammirazione per il professionista che obbedisce solo alla Legge, un tributo all’Uomo e al Cittadino, esempio altissimo di virtù civili. Il libro è tutto questo. Al di sopra di tutto c’è, a mio parere, la volontà di Umberto Ambrosoli di testimoniare – con la memoria di una vicenda personale, di una ferita insanabile – l’impegno “militante” per l’affermazione dei valori dell’onestà, dell’assunzione di responsabilità, dell’adempimento del dovere; della necessità di non tradire mai la propria coscienza: «non omnis moriar».”

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