Venerdì 9 ottobre presentazione del libro di Antonietta Pastore “Dove vuole andare Sensei?”

Venerdì 9 ottobre presentazione del libro di Antonietta Pastore “Dove vuole andare Sensei?”

Venerdì 9 ottobre alle 18 alla Biblioteca Astense Antonietta Pastore presenta il libro “Dove vuole andare Sensei? Un viaggio nel cuore del Giappone” (Einaudi 2025), in dialogo con Simone Vaccaro.

Quello tra Antonietta Pastore, traduttrice di Murakami Haruki, e il Giappone è un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. In pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del genkan che segna la soglia dell’intimità domestica. È un Giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernità convivono in un equilibrio mobile e umanissimo.

Conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il Giappone, è il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. Questo ci dice Antonietta Pastore fin dai titoli delle tre parti in cui è diviso il libro – scoprire, comprendere, ritrovare -, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in Giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi lí; e poi l’ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. In tutto, un arco temporale di mezzo secolo. Non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del Giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l’origine, Antonietta Pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. Siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se può scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. Il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga è la possibilità di vedere come cambia un paese e di capirlo, anziché coglierne solo un fotogramma, e quindi anche di individuare quello che, nonostante il passare del tempo, rimane uguale. Scopriamo per esempio che, sebbene ormai nella maggior parte delle case giapponesi di stanze con il pavimento in tatami ce ne sia solo una, perché la lavorazione della paglia è diventata troppo costosa, le persone continuano comunemente a misurare le stanze in tatami. Distratti da tablet e altri gadget tecnologici, i bambini giapponesi, come quelli di tutto il mondo occidentale, non hanno piú le buone maniere di una volta ma, richiamati all’ordine, sono in grado di inchinarsi in modo grazioso e sincero. Raccontandoci tutto questo con grande partecipazione, Antonietta Pastore ci offre un’immagine molto viva, toccante e attuale della società giapponese, e la rende al contempo piú vicina e comprensibile.

Antonietta Pastore è nata a Torino. Docente di italiano all’Università di Osaka dal 1982 al 1993, dopo essere tornata in Italia si è dedicata alla traduzione letteraria e alla scrittura. Oltre a gran parte della produzione di Murakami Haruki, ha tradotto le opere di numerosi autori, tra i quali Natsume Sōseki, Inoue Yasushi, Kawakami Hiromi. Con Einaudi ha pubblicato il saggio Nel Giappone delle donne (2004), la raccolta di racconti Leggero il passo sui tatami (2010), il romanzo Mia amata Yuriko (2016), e Dove vuole andare, sensei? Un viaggio nel cuore del Giappone (2025) e ha curato il volume Racconti del Giappone.

Simone Vaccaro, laureato in filosofia e curatore di seminari di approfondimento con il blog Arena Philosophika, è da sempre incuriosito dal Giappone, e negli ultimi anni si è interessato a comprenderne meglio lingua e cultura.

Ingresso libero.

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