Selezionato il settimo libro finalista del Premio Asti d’Appello: “Quattro donne” di Emilio Jona

Selezionato il settimo libro finalista del Premio Asti d’Appello: “Quattro donne” di Emilio Jona

Il settimo finalista del Premio Asti d’Appello 2026 è Quattro donne di Emilio Jona dal Premio Alassio (Neri Pozza, 2026).

È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo. Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza.

Emilio Jona (Biella, 1927), scrittore, poeta, drammaturgo, musicologo e librettista, dagli anni ’50 al 2020 ha svolto l’attività di avvocato civilista nel più antico studio legale di Biella. Dal 1958 al ’62 è stato uno degli iniziatori del gruppo “Cantacronache”, la prima esperienza in Italia di canzone d’autore in opposizione a quella di consumo. Negli stessi anni, e successivamente con Sergio Liberovici, ha condotto un’ampia attività di ricerca in Italia e anche all’estero sull’espressività popolare urbana e contadina. Ha collaborato a note riviste di cultura italiane, soprattutto con saggi di cultura popolare, e ha partecipato a molte pubblicazioni collettanee di cultura popolare.

Le copie del libro saranno a breve disponibili per i soci alla Biblioteca Astense.

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